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Associazione Villa Pulcini Onlus
02010 Villa Pulcini di Leonessa (RI)


Cà Pucinu (Villa Pulcini) è un esempio di quella peculiare forma di insediamento rurale caratteristica nei territori più elevati delle conche in tramontane umbre e abruzzesi.

La "villa" può essere considerata una tipologia intermedia tra la casa sparsa, legata principalmente ad una forma di conduzione mezzadrile (il casolare, la cascina), e la forma accentrata diffusa nel mezzogiorno e legata al latifondo.

Questa configurazione è evidenziata, come nel caso del nostro paese, da una aggregazione di case coloniche che gravita su Leonessa che, per architettura dominante, per la struttura del reticolo stradale e la disponibilità di servizi, assume la caratteristica di fulcro di un territorio complesso costituito da trentasei ville.

Questa area è stata per molti secoli caratterizzata da una economia basata sull'agricoltura e l'allevamento e a partire dall'immediato dopoguerra essa ha subito il fenomeno dello spopolamento e poi quello legato al ritorno stagionale dei paesani; le ondate di esodo e di rientro occasionale ed episodico hanno stabilito un assetto che ha radicalmente trasformato la struttura originaria.

Solo oggi emerge una sensibilità nei confronti degli interventi di  ristrutturazione e restauro e purtroppo molte testimonianze sono andate irrimediabilmente perdute, ma  è ancora possibile individuare l'originaria struttura architettonica delle abitazioni, composte generalmente da due tre piani fuori terra, congiunti da scale interne o esterne con ai piani terra le "vote", i magazzini dove venivano custoditi il grano, i formaggi, gli insaccati, ovvero tutti quei prodotti derivanti dall'attività agricola e che erano destinati all'autoconsumo familiare.

In zone specificatamente deputate venivano concentrate le stalle costituite da due piani fuori terra con il piano terreno che accoglieva il somaro, le pecore e i bovini ed al piano superiore il foraggio e la paglia. Al maiale veniva riservato un locale specifico.

Il paese aveva i suoi centri collettivi e di aggregazione sociale e in questo senso la  chiesa aveva nella società rurale un ruolo privilegiato. Ancor oggi sul sagrato e sulle scale, nei caldi pomeriggi estivi, si raccoglie un folto gruppo di paesani.  Altri luoghi di interesse comune erano il fontanile con annesso lavatoio; originariamente era al centro della piazza, le donne vi attingevano l'acqua nelle conche per trasportarle sopra la testa, appoggiandole ad un canovaccio opportunamente arrotolato; le bestie al ritorno dal pascolo venivano abbeverate alla prima vasca e nella seconda venivano lavati i panni. Gli uomini dopo il duro lavoro dei campi affollavano le osterie che fungevano anche da piccolo spaccio e nel forno comune  le donne, solitamente il sabato, cocevano i pani, i dolci e le pietanze dei giorni di festa.

La nostra villa si è sviluppata come un organismo vitale dal punto di vista economico  lasciando tracce di un passato florido, ma vari sono stati gli avvenimenti che hanno in qualche modo ne hanno arrestato l'evoluzione, conducendo ad un oggettivo declino: in primo luogo disastrosi terremoti che a più riprese, nel 1639, 1672, 1703, 1730 e 1979, hanno inferto ferite profonde nel leonessano ed in generale nel Centro Italia, in secondo luogo una pressione demografica che a partire dalla seconda metà dell'ottocento ha reso Villa Pulcini la più popolosa delle frazioni leonessane , e che a dato l'avvio al fenomeno dell'abbandono dell'attività agricola e l'inurbamento soprattutto verso la vicina Capitale. Non ultimo motivo della decadenza le vicende dell'ultimo conflitto mondiale con l'incendio del paese nel corso di una rappresaglia dell'esercito tedesco nel quadro delle tragiche vicende dell'aprile 1944.

Oggi l'Associazione Villa Pulcini è tesa al recupero della coltura rurale, delle tradizioni e al rilancio turistico di questa località che sorge al limite nord-ovest dell'Altipiano Leonessano a circa novecento metri sul livello del mare incastonata tra i monti Vavena, Carpellone e La Pelosa, lungo la via di collegamento tra l’Umbria ed il Lazio.

Articolo realizzato da Luigi Pulcini

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